Per 10 anni ho lavorato come manager in un Centro di Formazione Professionale, ma a causa dell’età e di un peggioramento della mia salute, ho deciso di lasciare il mio lavoro e avviare un’azienda con altre 5 donne, che sono state formate nel centro in cui lavoravo. Lavoriamo nel campo della ristorazione e attualmente abbiamo 4 punti vendita.

Sono ancora il loro mentore, dal momento che richiedono supporto a causa delle loro difficoltà di apprendimento, ma sono molto più coraggiose e fiduciose e possono quindi guadagnare di più. A queste donne devono essere assegnati compiti chiaramente definiti, spiegati in un linguaggio semplice. Lavorano meno ore, hanno vacanze più lunghe e richiedono più pazienza.

Eventuali modifiche alle loro attività lavorative necessitano di preparazione, spiegazioni e anche assistenza adeguata, perché spesso reagiscono con un grave aumento dei livelli di stress, che si manifesta anche fisicamente, sotto forma di dolori addominali o cefalee. Ogni giorno al lavoro sono estremamente coinvolte, devote, oneste e attente all’immagine dell’azienda, quindi trattano i clienti con grande cordialità. Hanno una  sensibilità maggiore nei confronti del prossimo. Ad esempio, quando i clienti sono bambini o anziani, li aiutano anche più di quanto previsto dalla loro responsabilità lavorative. Voglio sottolineare come la vita ci porti spesso ad affrontare esperienze diverse, a volte negative e inevitabili, come le malattie, ma anche come ci dia la possibilità di usare queste esperienze in modo corretto, di essere preparati e di affrontarle con coraggio e determinazione. Tutti gli esseri umani hanno, potenzialmente, grandissime capacità: a volte, l’unica cosa che serve è un altro essere umano che li aiuti ad esprimerle.